Chiesa di Sant'Apollonio Vetere

Chiesa di Sant'Apollonio Vetere, in posizione centrale rispetto alle frazioni del paese, sorge su un poggio dove già era un antico edificio sacro. Le decorazioni esterne dell'abside sono datate 1505. All'interno affreschi con scene dalla vita di sant'Apollonio, risalenti al primo '500

Sopra un’altura spoglia di fabbricati, che domina l’abitato di Stravignino, si alzano i resti dell’antica parrocchiale di San Apollonio. Del nobile fabbricato, demolito parzialmente dopo la metà del ventesimo secolo, si possono oggi vedere l’abside, due corpi comprendenti due cappelle laterali, la sagrestia e il campanile datato 1533, mentre è andata del tutto perduta la navata. Tipici indizi dell’architettura quattrocentesca sono la cella campanaria dalle finestre ad arco acuto, l’abside pentagonale con la cornice a peducci in cotto, i profili a dente di sega che corrono lungo le pareti esterne, i capitelli in pietra a foglie grasse. I restauri eseguiti nel 1958 hanno portato all’individuazione di un ciclo di affreschi del primo cinquecento, celati sotto la pala e sotto le scialbature settecentesche.

 

Il ciclo pittorico è composto da una grande crocifissione che occupa tutta la fascia centrale dell’abside e che ora è limitata dalla soasa settecentesca alla sola scena centrale con il Cristo in croce tra la Madonna e S.Giovanni, con la Maddalena piangente ai piedi di Gesù e S.Apollonio vescovo accanto all’Addolorata. Nel registro inferiore, entro nicchie con arco a pieno centro, corrono le immagini degli apostoli a figura intera e disposti frontalmente, deturpati da ripinture grossolane. Nei due campi centrali, sotto la Crocifissione, si riconoscono S.Pietro e S.Bartolomeo. Negli spicchi della copertura pentagonale dell’abside sono disposti gli evengelisti tra angeli in volo, mentre sulla crocera della cappella di sinistra si accompagnano gruppi di angeli musicanti. Negli spicchi delle pareti laterali del presbiterio sono poste le immagini dei profeti, mentre sulle pareti si vedono episodi della leggenda di S.Apollonio vescovo di Brescia e dei santi Faustino e Giovita.

Il ciclo di affreschi ( La predica di S.Apollonio e La messa di S.Apollonio) alludendo alle gesta dei numi tutelari della città, si colloca nella temperie spirituale immediatamente successiva al “Sacco” di Brescia del 1512, al quale rimandano anche le frequenti citazioni di armati e cavalieri, con le pittoresche e scenografiche vesti rinascimentali. Le immagini posono essere ricollegate ai cicli di Paolo da Caylina il Giovane eseguiti per la cappella di S.Barnaba nel monastero di S.Pietro in Castello. Questi affreschi costituiscono anche testimonianze preziose per la storia del costume e per la storia degli strumenti musicali, in quanto gli angeli musicanti stringono moltri strumenti tra cui una viola di dimensioni molto ridotte.

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Ultima modifica: Lun, 02/11/2015 - 13:06