Pezzaze, 21 maggio 2012

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Piano Diritto allo Studio

Negli obiettivi del Piano per il diritto allo studio, si è fatto riferimento a quanto disposto dall’art. 45 del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, che attribuisce ai Comuni le funzioni amministrative in materia di “assistenza scolastica”, da svolgersi secondo apposita legge regionale.

Si è quindi preso in esame l’art. 2 della Legge Regionale 20 marzo 1980, n. 31, il quale stabilisce appunto le norme, gli interventi e le modalità per garantire il diritto allo studio, prevedendo che il diritto allo studio è assicurato a tutti gli studenti mediante interventi diretti a:
- Facilitare la frequenza nelle scuole per l’infanzia e quelle dell’obbligo;
- Consentire l’inserimento nelle strutture scolastiche e la specializzazione dei minori disadattati o in difficoltà di sviluppo e di apprendimento;
- Eliminare i casi di evasione e di inadempienza dell’obbligo scolastico;
- Favorire le innovazioni didattiche ed educative che consentano un’interrotta esperienza educativa in stretto collegamento tra i vari ordini di scuola, strutture parascolastiche e società;
- Fornire un adeguato supporto per l’orientamento scolastico e per le scelte degli indirizzi dopo il compimento dell’obbligo di studio;
- Favorire la prosecuzione degli studi ai capaci e meritevoli anche se privi di mezzi, nonché il completamento dell’obbligo scolastico e la frequenza di scuole secondarie da parte di adulti e lavoratori studenti;
- Dare priorità agli interventi rivolti a soggetti portatori di handicap, facilitandone in ogni modo l’inserimento e l’integrazione scolastica.

Parimenti si è tenuto conto del successivo art. 10 della stessa L.R. 31/80, in forza del quale agli oneri dei servizi collettivi, esclusi quelli gratuiti per legge, concorrono gli utenti, in relazione alle rispettive possibilità economiche, nonché delle disposizioni contenute nell’art. 139 del D.Lgs. 112/1998, nell’art. 4, comma 123, della L.R. 1/2000 e nell’art. 7 del D.P.R. 275/1999, secondo le quali i Comuni, in collaborazione con le Comunità Montane e le Province e d’intesa con le Istituzioni Scolastiche, esercitano le iniziative atte a:
Dare attuazione alla Legge di riforma n. 53/2003;
Educare in modo permanente gli adulti;
Realizzare interventi integrati di orientamento scolastico e professionale;
Effettuare azioni tese a realizzare la pari opportunità di istruzione;
Mettere in atto azioni di supporto tese a promuovere e sostenere la coerenza e la continuità in verticale ed orizzontale tra i diversi gradi di scuola;
Promuovere interventi integrati di prevenzione della dispersione scolastica e di educazione alla salute e prevenzione del disagio giovanile;
Organizzare servizi di supporto organizzativo per gli alunni portatori di handicap o che si trovino in situazioni di svantaggio;
Portare a termine iniziative per favorire l’inserimento degli alunni stranieri.